Trait d'Union Onlus

Presentazione

TRAIT D’UNION associazione socio-culturale, autonoma, senza fini di lucro né commerciali, 
crea e organizza eventi culturali, promuovendo su tutto il territorio nazionale ed estero la cultura nelle sue diverse espressioni artistiche. 

L’Associazione si dedica alla comprensione dell’ambiente e del ruolo che i beni storico-archeologici in esso contenuti svolgono e soprattutto possono svolgere nei processi di sviluppo, rappresentando essi stessi fattori distintivi di specificità, fattori di identità locale che si allargano a scala globale sui quali si ritiene di poter fondare iniziative e progetti di sviluppo sostenibile.

La città di Roma soffre della esclusione e mancanza di fruizione di spazi di valore a causa del degrado, il nostro impegno è altresì volto a riequilibrare il rapporto oggi esistente tra usi plurimi del territorio metropolitano e sua tutela.

A tal riguardo Trait d’Union si propone la ricerca di questi luoghi speciali oggi “esclusi” da restituire alla comunità, riconoscendo loro l’anima e l’identità, luoghi di valore storico-architettonico, artistico e paesaggistico potenziali futuri teatri di nuove relazioni, affinché possano riprendere a partecipare alla crescita culturale della città (1). A tal fine ha preso in adozione da Roma Capitale il Giardino di Sant’Alessio all’Aventino, ne cura l’ambiente e la manutenzione anche dando luogo a mostre ed installazioni di arte contemporanea (www.giardinosantalessio.org).

 

CHI SIAMO

Elena Guerri dall’Oro Presidente
Giornalista pubblicista, laureate in lettere moderne, iscritta all’albo dei giornalisti della Regione Lazio, esperta in materia di rapporti istituzionali. Ha collaborato per 4 Legislature negli Uffici Stampa di Governo e Parlamento. Dopo una esperienza biennale come Direttore Istituzionale in una Onlus dedicata al sociale, di cui è stata fund raiser, fonda nel febbraio 2011 la Trait d’Union.

Marina Cimato
Vive e lavora a Roma come Architetto, è socio fondatore e direttore tecnico di Seste Engineering s.r.l. Progettista e project manager con esperienza nel coordinamento e gestione del processo progettuale e realizzativo di opere di architettura; in particolare esperto di recupero, restauro, edilizia scolastica e spazi pubblici, e si occupa di Pianificazione e strategie urbane, Programmi Complessi. L’attività progettuale e di ricerca è documentata da pubblicazioni Italiane ed estere e dalla partecipazione a mostre, convegni ed esposizioni. Formazione ed Esperienza per volontari qualificati sul disagio mentale.

Chiara de’ Rossi
Architetto professionista che svolge i compiti richiesti dalla progettazione architettonica e direzione dei lavori. Phd in progettazione, gestione, e realizzazione di progetti di restauro in aree sensibili di valore storico-archeologico e paesaggistico Esperienza di progettazione di programmi europei e programmi complessi Fund raising Esperienza di managment con la committenza privata e pubblica e di conciliazione di esigenze diverse e tendenzialmente tra loro conflittuali.

 

ULTIME ESPERIENZE

  • Mostra fotografica contemporanea “Io Lavoro” di Elena Guerri dall’Oro:
    • Roma, Sala Santa Rita – Assessorato Politiche Culturali del Comune di Roma Capitale
    • Roma, Università Luiss Guido Carli
    • Porto Ercole, Complesso Monumentale di Forte Stella – Assessorato alle politiche culturali del Comune di Monte Argentario
    • Catania, Palazzo della Cultura, Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Catania.
  • Campagna di sensibilizzazione con Croce Rossa Italiana; donazione di coperte nuove ai senza fissa dimora a seguito dell’eccezionale ondata di gelo (la neve a Roma)
  • Sponsor tecnico, della 1° edizione del Ciclo Toccare l’arte con Ginnastica dei ciechi – La corsa al cerchio – installazione d’arte contemporanea di Marzia Migliora, al Giardino di Sant’Alessio all’Aventino di Roma
  • Festival della Poesia “La Poesia è ovunque” da un’idea di Luisa Mazza e Nicola Bultrini, autori varii. Concerto per violino. Cortometraggio di Daniela Perego e Carmine Sorrentino.

(1) Nel 1975 il Consiglio d’Europa riprende ed amplifica la dimensione sociale del patrimonio culturale indicando nei beni storico-artistici presenti nel territorio lo strumento per costruire istituti di partecipazione pubblica.

A tal riguardo la Dichiarazione di Amsterdam sul patrimonio architettonico europeo (Consiglio d’Europa, 1975b) dichiara che la conservazione integrata deve coinvolgere la responsabilità delle autorità locali e sviluppare la partecipazione dei cittadini, i quali, insieme agli enti locali, hanno responsabilità per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale architettonico.

La Dichiarazione di Amsterdam suggerisce che gli enti locali, per l’attivazione di una politica che vada nella direzione del rispetto dell’ambiente costruito dall’uomo, dovrebbero: ­

fondare le decisioni di conservazione/trasformazione sul vasto patrimonio esistente di studi sul territorio, evidenziando le interrelazioni tra gli elementi e le caratteristiche di forma e di contesto del territorio;

­ assegnare agli edifici storici funzioni che rispettino le caratteristiche sedimentate e che siano contemporaneamente capaci di rispondere ai bisogni della vita contemporanea e garantire loro conservazione;

­ assegnare adeguati fondi di bilancio alla politica del patrimonio culturale; in particolare gli enti locali devono garantire l’avvio del coinvolgimento del capitale privato nella gestione dei progetti di tutela e valorizzazione attraverso l’attuazione di project financing;

incentivare l’avvio di imprese non profit per provvedere direttamente al collegamento tra i potenziali fruitori del patrimoni culturale ed i proprietari; ­ incentivare la formazione di associazioni di volontariato per restauro e per la rifunzionalizzazione degli edifici storici.